“Amabili resti”


“Amabili resti” è un ottimo romanzo di genere, Peter Jackson è un ottimo regista di genere.Perchè non aspettarsi da questo connubbio un risultato dove il termine “fantastico” non sia solo il genere cinematografico al quale appartiene?
Ebbene , il risultato non  è abbinabile alle aspettative.
è uscito fuori un “prodotto” di maniera.Quella maniera che soddisfa le masse pigre, quelle che non vogliono innovazione visiva o narrativa, vogliono solo dare un volto ai personaggi resi vivi( in questo caso soprattutto morti) dalle pagine appena lette.
Sono forse rimasto deluso?
I tempi del geniale Bad Taste sono lontani, nel frattempo è arrivata fama,riconoscimenti internazionali e ricchezza.E con questo molta gente da non offendere e deludere.
Jackson non era libero. Nessuno vuole cadere nella trappola in cui finì tal Cimino, che con i “Cancelli del cielo” oltre a porre fine alla sua carriera fece fallire la casa di produzione che aveva finanziato le riprese. 
Sono convinto che la sua indole horror avrebbe voluto dare di più.Sono convinto che il limbo delle anime in attesa, avrebbe potuto essere meno disneyano di come è stato realizzato(pensate ai paesaggi surreali in “The Cell” di Tarsem Singh) .Vedere il trauma della perdita analizzato in maniera più efficace, invece sembra  di assistere ad un episodio di CSI.
Insomma, io ho visto un Jackson molto autocensurato.
Per concludere, visione piacevole ma nulla di più.
 

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