Paranormal Activity


 I tempi per poterne parlare sono ora non sospetti poichè a questo punto il giudizio è evirato da relativo offuscamento provocato da massiccia propaganda commerciale. Vado direttamente alla valutazione numerica: 8. Sono consapevole di non essere condiviso, ma sono certo che capirete la mia posizione. in un momento dove la rivoluzione cinematografica d’intrattenimento viene affidata alle innovazioni tecnologiche come la visione 3D ed effetti speciali correlati, ma senza aggiungere nulla dal punto di vista tematico( Avatar caso eclatante, un sincretismo furbetto tra soldato blu, balla coi lupi e pocahontas), una produzione che si affida invece a solo due attori, una comparsa e le riprese con camera fissa su un corridoio buio, non può far altro che entusiasmarmi. L’idea ammetto non è del tutto originale,il finto documentario si era già visto in “the blairwitchprojet” circa 10 anni fa senza camera fissa e in cannibal holocaust 20 anni prima. il punto, come ho anticipato prima, è la una concorrenza visiva a prima vista sleale dove un film girato con pochi mezzi sembrerebbe immediatamente perdente di fronte a mostri produttivi come Avatar o a prove eccellenti di cast e regia come bastardi senza gloria( ripeto che rimango nell’ ambito del cinema d’ intrattenimento, a scanso d’ equivoci). Paranormal Activity però non è effetto perdente.Anzi. Vi dico subito perchè quando si chiede in giro un giudizio approsimativo, si riceve quasi d’impulso un rapido ” che gran cazzata”.Niente di più superficiale e approssimativo,appunto. Una regia che riesce a creare suspense con un’ inquadratura fissa su un corridoio buio é tutt’altro che “una gran cazzata”.é cinema. é la lezione di carpenter, che insegnava che è molto più spaventoso ciò che s’intravede che non quello che si vede al centro dello schermo. Paranormal Activity è semplicemente questo, e raggiunge perfettamente lo scopo. Quasi senza effetti speciali da trip psichedelico fungino. Un’altra cosa. Sono talmente convinto che abbia raggiunto il suo scopo che lo spettatore medio non dica “che gran cazzata” riferendosi realmente al giudizio “artistico” o al finale didascalico, ma solo per motivi “scaramantici” e per diminuire l’ effetto terrorizzante post-visione, del tipo: “sono crepato di paura, ma se dico che è gran cazzata gli tolgo credibilità. quindi mi posso autoconvincere che non sia così terribile, una “cazzata” non può farmi paura. quindi posso rilassarmi in sogni tranquilli senza temere che da quella porta socchiusa ,che separa il mio sonno da un buio corridoio , delle zampe demoniache mi trascineranno senza possibilità d’intervento verso l’oblio.” In questo non credo di sbagliarmi. Mi sono divertito molto più nell’ ora e venti con gli effetti speciali quasi amatoriali di Paranormal Activity che con le tre ore tridimensionali di Avatar.

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