il vecchio saggio


io conosco tre tipologie di “vecchi”.

la prima: i professionisti che non vogliono “mollare” , quelli che hanno un bagaglio di conoscenze e reti di contatti “segreti”, che porteranno nella tomba perchè convinti che solo loro ne hanno diritto, hanno lavorato e devono segnare la storia in maniera indelebile. spesso definiti “faccendieri”.

 la seconda categoria: li trovate numerosi ai bordi dei cantieri che scrutano critici il lavoro degli operai e guardano ammaliati le movenze delle macchine escavatrici, spesso sono solo dei nostalgici.

 infine la terza categoria: i residenti negli ospizi, i malati e quelli abbandonati a se stessi, l’ unica categoria che gode della mia solidarietà. 

i primi li odio, ovviamente. sono i colpevoli della realtà che stiamo vivendo.

Arroganti ed ottusi, vorrebbero fermare il tempo al momento in cui loro hanno avuto successo, accettano la contemporaneità solo quando porta loro un diretto giovamento, per il resto rimangono obsoleti nei pensieri e nei comportamenti. Hanno un solo obbiettivo. avere tutto, tenerselo stretto e non concedere nulla alle generazioni future.perchè queste  si ricordino quanto loro sono stati grandi e incomparabili. gli unici “giovani” che apprezzano sono solo quelli che s’ inchinano, e se aprono bocca…che non sia per parlare.

Sono i vecchi politici che pagano una miseria i loro giovani portaborse.  sono i professionisti che a loro volta sfruttano i neolaureati con contratti a termine o “in nero” tra mille ricatti velati. sono i capimafia.

i secondi mi fanno incazzare. son stati per una vita a guardare le malefatte dei loro coetanei più furbi per poi girarsi dall’ altra parte. ora votano il primo coglione che dice loro che non toccherà le pensioni, perchè gli altri(i giovani) possono tutti crepare. ora stanno lì, ai bordi del cantiere desiderando d’ essere interpellati per qualche consiglio. ma di consigli non ne hanno, son solo zombie che respirano ancora.

per i terzi ho solo compassione, anche se molti di loro la solitudine e l’ abbandono se lo sono meritato.

in realtà vi è ancora una categoria. i “saggi”.sono pochi e in via d’ estinzione. sono quelli snobbati dalle radio e dalle tv. perchè scomodi al potere. sono quelli che permisero alle popolazioni nomadi di resistere per centinaia di anni in territori inospitali facendo l’ unica cosa di cui un vecchio è responsabile, trasmettere il sapere.

come ho detto, sono pochissimi.  sono gli unici che ringrazio.

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