BOOGIE WOOGIE. l’ etica del tradimento


oggi chiunque volesse affacciarsi al mondo dell’ arte contemporanea, non può esimersi dal vedere questo spaccato satirico rappresentante le varie specie umane che lo frequentano. e vi assicuro che poi tanto satirico non è.

aspiranti artisti però siete avvisati, quello che vedrete potrebbe non piacervi affatto.

le vicende si svolgono a Londra, ai piani alti tra gallerie mondanissime, dune di cocaina, speculatori senza scrupoli, arrampicatori sociali amorali, puttane, trattative da milioni di dollari per singole opere tra collezionisti sempre rivali… insomma, il “walhalla” di ogni artista emergente. walhalla non a caso, poichè è il paradiso dei guerrieri morti in battaglia, perchè di questo si tratta: una guerra senza esclusioni di colpi, e se sopravvivi e riesci davvero ad entrare nel “giro”, forse non ti sei accorto d’ essere morto, poichè per essere lì hai dovuto “uccidere” tutto quello in cui credevi, sei venuto a patti con il diavolo che finalmente ti ha concesso udienza in cambio del tuo talento e tu… gli hai detto sì.

il regista conosce molto bene l’ argomento di cui parla, ci vive all’ interno. nulla succede o viene detto per caso, e vi assicuro, essendo io stesso un artista contemporaneo, che spesso la realtà supera in cinismo quel che avviene in questa sceneggiatura in movimento.

la cosa curiosa però scommetto che sarà questa: gli addetti ai lavori non si stupiranno di nulla, anzi, ne segnaleranno alcune “lacune” tipo le tangenti che galleristi e critici chiedono ai “poveri” artisti emergenti, tra mille promesse senza certezze . mentre per i comuni spettatori sarà una visione probabilmente dimenticata la mattina seguente, perchè in fondo è un mondo di nicchia, lontanissimo da chiunque non v’ appartenga, che funziona proprio per questo, dove i riflettori vengono accesi per brevi attimi, solo quando conviene. per poi tornare all’ oscurità mediatica, dove si possono continuare e concludere le diaboliche trattative per vendere la propria anima al miglior offerente.

un film che fa riflettere, dove l’ arte smette d’ essere tale ma diventa solo motivo di speculazione. se non ci stai e tradisci il sistema, vieni lasciato bruciare con la tua casa, perchè l’ unico coerente in un mondo di traditori dev’ essere punito.

mi è sempre più chiaro il motivo per cui il più importante rivoluzionario artistico del ‘900, Marcel Duchamp, un giorno decise d’ abbandonare l’ arte e i suoi equilibri illusori, per imprigionarsi volontariamente tra gli schemi d’ una scacchiera… ed essere così finalmente libero.

  

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