strauss kahn, picasso e il doppio che c’ è in noi.


mario monti alla fine dell’ intervista vuole rivalutare la figura di strauss kahn, sottolineando la sua competenza professionale, minimizzando le sue colpe umane.

ora vi faccio un esempio.

Picasso è considerato uno dei(se non il) più importante artista del ‘900. è anche vero che si lasciò alle spalle una scia di donne suicide da lui abbandonate (anche un figlio per la precisione). le ha uccise lui con le sue mani? no di certo, ma grandi furono le sue responsabilità. non tutte le donne abbandonate dagli uomini s’ ammazzano, ma quelle abbandonate e dimenticate, corrono certo un bel rischio. quindi abbiamo un picasso grande artista ma nello stesso tempo uomo di merda, se mi concedete il termine.

la società premiando il picasso-artista con la fama e il successo, ha pure premiato con la ricchezza il  picasso-uomo, che d’ essere premiato non meritava poi così tanto, anzi. ma lui fu consapevole che premiarono solo il suo estro ma non la sua umanità? se lo capì, sicuramente fece finta di niente, e continuò a fare quel che aveva sempre fatto.

è vero che bisogna premiare l’ opera di un artista senza pensare troppo  all’ artista, ma siamo così sicuri che sia giusto farlo senza scrupoli di alcun genere?

io rimango perplesso.

e se proprio vogliamo dirla tutta, gli artisti contemporanei sono stati più influenzati da Duchamp che da picasso, dunque anche l’ artista picasso è un po’ sopravvalutato a mio parere.

speriamo che anche  il mondo economico non venga influenzato poi così tanto dalla morale stupratrice di strass kahn. alla facciazza di mario monti, ovviamente.

3 thoughts on “strauss kahn, picasso e il doppio che c’ è in noi.

  1. la questione che poni papibuldozer non è banale;
    come possiamo giudicare un uomo che ha fatto, scritto, creato, cose importanti ed anche positive, e che nel contempo nella vita privata è stato ignobile?
    prendi ad esempio un filosofo che amo molto, cioè rousseau, che è stato un pessimo padre, avendo in pratica abbandonato i figli (più o meno si capisce così dalla biografia);
    allora io credo che dobbiamo una volta per tutte «rassegnarci» ad una doppia valutazione che non è possibile sintetizzare, che è assurdo cercare di incastrare in un unico monolitico giudizio;
    dobbiamo accettare questa divaricazione e sopportarla, e dire: il tale è stato un grandissimo scienziato ed «anche» un grandissimo stronzo, e non pretendere di ricondurre ad unità il giudizio, perchè non è nelle cose, nel reale dispiegarsi della vita, siamo noi che cerchiamo di unificare, è un’esigenza istintiva «nostra»; son stato lungo scusa

  2. Penso anche io che l’unica soluzione sia quella di una doppia valutazione, che però potrebbe darci la soddisfazione di poter dire “è un grandissimo uomo/donna”, quando si sia grandissimi artisti, o professionisti, e contemporaneamente persone di grande umanità equilibrio ed intelligenza.

    Per quanto riguarda Picasso faccio una premessa. Io non capisco assolutamente nulla di arte contemporanea, e credo che fondamentalmente non mi piaccia proprio perchè non la capisco (ovviamente è un problema mio).
    Ma di una cosa sono certa: che Picasso, negli ultimi anni di vita si sia messo a fare cose assurde solo per prendere per i fondelli il suo pubblico. Se mi regalassero una ceramica di Picasso penso che spererei di farla cadere a terra. Mica ho voglia di mettermi in casa una bruttura simile….

    Ed ora, se volete lapidarmi, sono pronta!😉

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