la biennale – atto primo


per un artista come me, la prima domanda che sorge spontanea quando si visitano i diversi padiglioni, è come farne parte la prossima edizione. sì, perchè ogni volta cambiano le regole, il direttore e i curatori. e  come riescano a farne parte anche gli artisti presenti, credo sia un mistero pure per loro.

 non in questo caso però per quanto riguarda il padiglione italia. già .bisognava essere raccomandati nel vero senso della parola. non dal solo curatore(sgarbi) ma da un’ elite di persone apparteneti al mondo della cultura da lui precedentemente segnalate. l’ idea in effetti poteva pure funzionare. un po’ perchè in fondo l’ italia è un paese di raccomandati, un po’ perchè assodato questo, tante persone che raccomandano altrettante persone, potrebbe sembrare più democratico che una o poche che ne raccomandano tante.

peccato due piccoli problemi mica da ridere. essendo una manifestazione d’ arte “contemporanea”, anche se non viene specificato espressamente, poichè questo dovrebbe essere il senso d’ una biennale, cioè promuovere l’ innovazione, del resto la fai ogni 2 anni apposta. per tutto quello già fatto e già visto ci sono i musei e le fondazioni. per un artista “nuovo”, “emergente”, è un po’ difficile avere contatti così prestigiosi per essere “presentati” da delle personalità del mondo della cultura italiana, a meno che non siano parenti o amici di famiglia. detto questo, vien da sè che si correva il rischio che alla fine ci fossero un sacco di vecchi o figli di papà o entrambi. ed in effetti devo dirvi che l’ impressione un po’ è stata quella. un esempio? a vedere enzo cucchi dalla transavanguardia degli anni ’80 alla biennale del 2011, mi son chiesto dove fosse l’ ascensore del dottor who per tornare nel presente… neanche fosse bonito oliva il curatore.

poi non è che se uno è giornalista e cantante, vuol dire automaticamente che ne capisca d’ arte contemporanea e sappia quindi proporre un vero artista contemporaneo. quindi inutile che stia ad indicarvi la presenza di “artisti” dal dubbio valore artistico. magari bravi illustratori o artigiani della creta, ma artisti che danno il loro contributo all’ evoluzione umana, proprio no. 

peccato però, se avessi avuto conoscenze eccellenti nel mondo del gossip culturale italiano, magari a questa biennale c’ entravo pure. e non avrei certo sfigurato.

 vi attendo alla biennale atto secondo.

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