la grande industria del vuoto.


 reblood,piazzo 27 agosto.

tutto questo è accaduto a biella.

forse sono già “vecchio” per ritrovarmi ad un concerto con gruppi hardcore, fastcore,deathmetal e blackmetal circondato da ventenni “poganti”(sìsì poganti,avete letto bene e io non ho sbagliato vocale), però mi piace. soprattutto quando a metà serata uno di questi gruppi, “la grande industria del vuoto” appunto, decide di vandalizzare creativamente tutto quello che un amante della musica “convenzionale” si può aspettare da delle chitarre elettriche e una voce femminile, e anche questo mi piace. ho visto gente “vecchia” defilarsi e andarsene, ma hanno fatto bene, perchè il mondo non dev’ essere più loro. ho visto borghesotti con gli occhi sgranati fissare la diabolica cantante che gli sputava addosso tutta la sua forza. spaccate, spaccate, spaccate tutto. le convenzioni, le regole, il decoro e la melodia, che questo non è più tempo per ascoltare i quartetti d’ archi seduti in poltrona. Giuls Grindgore urla pure, fai tremare gli ultimi pilastri della noia borghese, e che le chitarre e la batteria al tuo seguito gli diano il colpo di grazia. e tutto questo mi piace.

la foto di sopra non c’ entra un cazzo con il gruppo e con quel che ho detto. solo mi piace.

 

5 thoughts on “la grande industria del vuoto.

  1. non coosco il gruppo e non ho visto lo spettacolo, per cui potrei anche scrivere a sproposito

    ma, vorrei, caro papibull, esprimere un dubbio: tutta questa «energia iconosclasta» all’interno dello spettacolo, o comunque parte della performance, non è in fondo, innocua? magari anche piacevole come senso di liberazione energica per chi partecipa, magari anche artisticamente valida e coinvolgente, ma l’aspetto «sovversivo» non è in fondo del tutto incanalato nel suo rassicurante rituale?

    • hai ragione sull’ aspetto “sovversivo”, è un rituale anarchico che inizia e finisce sul palco, ma è comunque necessario. insomma… “è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo”.
      e magari a qualcuno quella ventata “destrutturante” rimarrà appiccicata alla pelle e se la porterà a casa, a scuola o in ufficio… e magari si trasmetterà come virus.

  2. non è sovversivo ma qui a biella è inusuale, con tutti i gruppi che guardano solo alla tecnica e non al cuore.. se ci si mette passione saltare e urlare sul palco viene da sè, anche solo in sala prove. grazie davvero ppblldzzr! lgidv

  3. Volevo aggiungere in calce che: mi sono accorto adesso che dozer ha solo una Z,
    e che la foto è meno sconcia e più artistica della cantante dei My Black Light!😄

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