christiane f. noi i ragazzi dello zoo di berlino. parte prima.


1976 e dintorni. una ragazzina sfortunata in una berlino “sporca” da fare schifo.

dall’ età di 6 anni ho visto almeno un film al giorno.

 ogni tanto capitava che ne vedessi tre. raramente nessuno.

a conti fatti ne avrò visti circa 17mila. sono tanti.

raramente guardo lo stesso 2 volte, tranne qualche eccezione. come questa.

 è un film che ogni volta che passa in programmazione non  posso fare a meno non di rivedere. lo trovo ipnotico. avete presente quando un bambino rimette in loop lo stesso cartoon una, due, tre… mille volte quasi a volerne consumare il dvd? ecco, questa è la sensazione.

 ci penso :

è tecnicamente perfetto? no.

 è  “sperimentale”?. no.

 ha l’ effetto surreale d’ una favola, nera, nerissima. dove tutto è buio e sporco. più ti muovi più ti sporchi. più ti muovi più t’ allontani dalla luce. ma come ogni favola che si rispetti non puoi fare a meno di ascoltarne la fine, anche se sai già che non sarà per nulla consolatoria. e che come dopo ogni favola che si rispetti, che non vuole solo intrattenere come una fiaba dal gusto dolciastro e disneyano, qualcosa, alla fine, ti resta appiccicata all’ anima. 

racconta di un’ epoca che la mia generazione ha “schivato” per un soffio( io nel ’76 nascevo) ma che ne ha pagato comunque le conseguenze.

è l’ epoca del grande “esperimento” in cui ormai è chiaro che le nuove generazioni verranno periodicamente tradite. dalla politica, dal potere, dai “vecchi”…. dalla politica del potere dei vecchi oserei condensare.

 nessun altro film rende così bene l’ idea di come le città occidentali abbiamo totalmente perso il senso del divenire. il progresso fine a se stesso, solo per fare soldi e ancora più soldi, non per vivere meglio. dove il futuro è sempre “lontano” e quindi i suoi figli sempre sacrificabili. l’ importante è che tu spenda oggi. se poi t’ avveleni e crepi prima dei 30anni così da non rompere i coglioni e competere con la classe dirigente ancor meglio. anzi quest’ ultima ben contenta approfitterà di te fino all’ ultimo respiro. anzi, pare proprio che ci trovi gusto a vederti strisciare senza speranza. tutto sembra funzionare in quest’ ottica. la nascita delle discoteche in cui il volume è talmente alto da impedirne il dialogo, così l’ apparenza diventa tutto ciò che conta. a scuola ti “requisiscono” l’ arte di amare di Fromm(questo viene citato nel libro) perchè pensano sia un porno, per poi ridartelo il giorno seguente, ma con la raccomandazione di non portarlo più perchè il titolo è “equivoco”. la droga pesante introdotta e lasciata circolare come caramelle, forse perchè l’ alcool e il “fumo” troppo lenti per distruggere in fretta la voglia e l’ entusiasmo di evoluzione caratteristica del “giovane”. ma se sopravvivi, sarai costretto ad utilizzare la stessa strategia sulle generazione future, perchè quella è l’ unica strategia che t’ è stata insegnata, che hai imparato, basata solo sulla competizione estrema, la non-pietà e lo sfruttamento.

e sì cazzo, perchè questo è stato lo scopo dell’ eroina scaricata nelle strade.

pochi anni prima c’ è stato il ’68 che rivoluzionò socialmente l’ intero mondo occidentale e tolse un pochino di potere ai “vecchi” capi, che avavano lasciato il ruolo di saggi per vestire solo quello di comandanti. il padre-padrone, il kapò nelle fabbriche, il “padrone” che come i generali della prima guerra mondiale, guardavano il campo di battaglia da lontano… e il pericolo soprattutto 

 questo certo non doveva più accadere, soprattutto in europa, terra di “monarchi” aggrappati a obsoleti codici che ne preservavano gli antichi privilegi e di vassalli leccaculo, che di grossi culi “nobili” ne avevan leccati tanti per essere dov’ erano, e continuavano a farlo. 

  anche oggi l’ esperimento continua, in maniera diversa visto che le discoteche come il “sound” son passate di moda, l’ eroina ha fatto il suo tempo e l’ aids ha fatto il resto.

 oggi hanno deciso di farci diventare tutti poveri, precari e senza lavoro così da dover strisciare in cerca di un’ opportunità come se fossimo dei “tossici” in cerca di una dose. solo che strisciare in cerca della dignità e non per l’ eroina, alla fine non ti uccide e la crisi d’astinenza  produce solo tanto tanto tanto odio. 

ora si aspetta solo l’ effetto da overdose d’ umiliazione. 

se la immaginano i “monarchi” e i “vassalli” di oggi?

 quando sarà troppo tardi… teste di cazzo.

One thought on “christiane f. noi i ragazzi dello zoo di berlino. parte prima.

  1. Grande Recensione. Aspetto il resto. L’ho visto due sole volte, da adolescente. Ma lo rivedro’, anche grazie alla tua visione!

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