Cosmopolis. cocente delusione.


devo dire che gli ultimi grandi registi ancora in vita, intendo ovviamente quelli che hanno dato il meglio di sè tra gli anni ’70 e ’80, mi hanno “regalato” una serie cronologica di cocenti delusioni. da steven spielberg, a john carpenter fino ad oliver stone, mancava il grande cronenberg. eccola. è arrivata.

sarò molto schietto. il film è semplicemente noiosissimo, di quella noia che difficilmente dimentichi alla fine della proiezione. quella noia che la prossima volta che leggerai cronenberg regista, riaffiorerà come uno squalo dalle acque ed inghiottirà di colpo quei 7 euro che spenderesti per il suo prossimo film. prevenendo così un altro possibile trauma a priori.

di cosmopolis basta sapere che esiste.

una volta che sai che l’ ex vampiro di twilight (robert pattinson) rappresenta il mondo dell’ alta finanza ed il suo totale distacco dal reale, nonostante tutt’ intorno il mondo sociale, politico ed economico stia andando a pezzi, ecco, sai tutto quel che serve senza doverti sorbire l’ intero polpettone visivo.

inutili sono le trovate tipicamente cronenberghiane, dai tempi di videodrome, sulla martirizzazione della carne e mutazione del corpo come atto redentore e nello stesso tempo “sublime”, qui solo per uscire simbolicamente dalla noia da cui lo stesso protagonista è afflitto. ma che non ha nessun effetto sulla noia provata dallo spettatore.

il film è statico come imporrebbe un teatro di altri tempi, solo che oggi neppure il teatro lo è a tal punto. probabilmente era tutto nelle intenzioni del regista, che da un’ intervista ho appreso ha impiegato solo(!) 6 giorni per la stesura della sceneggiatura. ecco forse il problema sta tutto qui. che dopo solo sei giorni non sei ancora in grado di capire se qualcosa che funziona sulla carta, poi funzionerà anche sulla pellicola. ma vabbè, ormai è fatta caro cronenberg. rimpiango “il pasto nudo” e non credevo potesse mai accadere.

poi ho pensato alla fornero e l’ ho immaginata nel ruolo di pattinson. cazzo, lei è davvero così.

che alla fine cronenberg abbia ragione non c’è dubbio, che ci sia qualcuno che è pagato per esistere e molti, invece, che per esistere devono pagare.

vi linko due recensioni (vere, le mie “tecnicamente” non lo sono) di diversa idea.

http://cinemabendato.it/index.php/film-in-sala/item/337-cosmopolis-recensione

http://houssymovies.wordpress.com/2012/06/17/cosmopolis/

4 thoughts on “Cosmopolis. cocente delusione.

  1. quello che mi ruga è che LO SPETTATORE FINISCE COL FARE IL TIFO per il giovane e scombinato capitalista (che si commuove per la morte del suo rapper preferito, si fa tagliare ritualmente i capelli dallo stesso barbiere che li tagliava a suo padre, muore…)
    il messaggio del romanzo di DeLillo era ben diverso
    quanto a mr. pattinson gli consiglio di cambiare mestiere (ma come si fa, ormai è celebre)

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