django, una vita al massimo!


ieri sera ho visto django.

ieri sera tornato a casa ho cercato su wikipedia se dumas fosse davvero un “negro”. cercatevelo pure, certamente non ve lo dico io, sapere e pigrizia non vanno d’ accordo. però vi linko un articolo di ben 3 anni fa. questo perchè magari non ci cascherete per caso.

non vi  parlerò delle decine di citazioni presenti nel film, perchè le troverete in quasi tutte le recensioni in rete, quindi sul caso glisso volentieri, non vogliatemene.

glisso anche sulla trama. primo perchè non ne parlo d’ abitudine e poi perchè tanto già la saprete tutti.

tarantino è un genio del “patchwork” cinematografico, questo ve lo dico. ne è il re assoluto. ormai è libero di prendere idee di altri, intendiamoci, una cosa che chiunque potrebbe fare ma senza la stessa perizia ed efficace fusione finale, per poi creare un film originale, di quasi tre ore, che ti tiene incollato alla poltrona. e nel 2013, non è cosa così banale, per chi, come me, ne ha visti migliaia.

anche sulle sue vecchie sceneggiature fa l’ archeologo d’ idee. un esempio? in “una vita al massimo“, film pre-pulp di cui  fu solo sceneggiatore, un dennis hopper umilia intellettualmente un christopher walken, quest’ ultimo razzista e saccente mafioso di origine siciliana che da hopper viene messo, per la prima volta, di fronte al fatto che forse nel suo dna c’ è un po’ di “negro”. walken non la prenderà bene, come del resto in django tra  leo di caprio e chris waltz. un interessante recupero insomma. forse sperava che nessuno se ne ricordasse, o forse sì… tarantino alla fine autoreferenziale lo è sempre, un po’ per vanità, un po’ per goliardia, un po’ perchè gli riesce molto bene.

rimane il fatto che  riesca comunque a rendere innovative trovate che una volta lo sono state, e per fare questo bisogna essere bravi.

la sua forza è che lo fa con una scorrevolezza e semplicità che ormai detta  le regole, su tutto. tanto che resuscita vecchie star in declino come fece con travolta in pulp fiction e ne crea di nuove come waltz, attore veterano ma che senza Inglourious Basterds non sarebbe mai diventato star. fateci caso, lui lo crea “cattivo” per eccellenza, e subito un altro “registucolo” lo usa  tale in “come l’ acqua per gli elefanti”, solo perchè così l’ aveva utilizzato tarantino. cosa fa poi quest’ ultimo? ripiglia waltz e lo redime facendone un martire antischiavista. indovinate un po’ come verrà utilizzato ora da altri registi?

così tarantino detta le regole, per poi stravolgerle a suo piacimento e gli altri possono solo stare a guardare, piangendosi addosso per non averci pensato prima.

tarantino quindi è solo un magnifico rimescolatore di carte? è questo che sto insinuando penserete voi?

carissimi, oggi non s’ inventa più nulla, tutto è stato scritto e già visto. per essere un maestro bisogna essere un buon “ricercatore” e come un ingegnere in “prometheus” bisogna modificare e rimescolare i DNA già esistenti. questo tarantino l’ ha capito molto prima di altri, ecco perchè lo fa meglio.

e che dire sul fatto che nel 90% delle recensioni in italiano si critica il brano scritto da morricone?

io dico che la canzone cantata da Elisa non è poi così male, non facciamo i soliti provincialotti esterofili! che se fosse stata “stonata”, tarantino  non l’ avrebbe inserita, statene certi. crescete una volta per tutte, cazzo!

ma torniamo alle cose importanti… la mia vignetta ad esempio!

django126

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