L’ indigesto.


dorademon150

Sì, ho visto tutto.

La sala era illuminata, ben allestita. Apparentemente sobria e confortevole.

Gli invitati multietnici provenivano da ceti sociali differenti. Soprattutto con portafogli diversamente gonfi. Chi più, chi meno. Chi “non posso ma ci sono lo stesso”.

Come in tutti gli eventi di questo tipo, alcuni erano invitati eccellenti, altri presenti solo per far numero, perchè si sa come vanno queste cose:  un successo solo se c’è tanta gente nelle fotografie.

Altri sono stati invitati a tradimento, come nella più squallida tradizione aristocratica, per diventare il bersaglio dei pettegolezzi di tutti gli altri. Del resto, nessuno si deve annoiare.

Ovviamente un paio di imbucati non potevano mancare. E infatti, eccoli lì. Piegati sul buffet di benvenuto a mangiare a sbafo.

Il campanello riservato alla servitù, quello per comunicare l’ inizio del servizio, squilla.

É ora.

Tutti sono seduti, difficile distinguere chi sia il vero organizzatore. Io non lo riconosco.

Certo si capisce subito chi conta, vengono serviti per primi.

Agli ultimi l’ antipasto arriva freddo.

Uno degli imbucati è andato via, il più spregiudicato è rimasto.  Viene servito quando il piatto ancora fuma. Naturalmente merito dell’ esperienza che gli ha suggerito dove sedersi per non dare troppo nell’ occhio, ma nello stesso tempo godere di tutti i privilegi.

Durante l’ antipasto iniziano anche le occhiate tra i commensali. In fondo ci si conosce. Il mondo è grande, ma non come vuol far credere. Tutti parlano con tutti, ma i giudizi sussurrati all’ orecchio, mascherati dalla mano con l’ indice appoggiato sul labbro superiore, rivelano le vere dinamiche gerarchiche dei presenti.

Arrivati alla quarta portata, una parte della sala, quella che ha sempre mangiato caldo sghignazza soddisfatta, dall’ atmosfera e per l’ ebrezza provocata dal buon vino.

Dall’ altra parte della sala, invece, tanti gli occhi bassi. Hanno capito che le maldicenze son tutte rivolte a loro, hanno capito che le portate non sono le stesse ricevute dagli altri, pure fredde e scotte. Come fossero state preparate in un’ altra cucina. Vino? Neanche per sogno, non ne arriva neppure una goccia. Solo bibite rifiutate dagli altri.

Perchè non se ne sono ancora andati? Glielo chiedo.

“Non vogliamo offendere il padrone di casa, poteva andare peggio. Non esserci ad esempio”

Ad un certo punto, l’ imbucato si alza. Non saluta nessuno e se ne va.

Il gesto sembra convincere i reietti che forse si può fare, in fondo da loro il menù non è mai stato gradito. Neppure la compagnia.

Un pugno sul tavolo però li paralizza al primo stridio delle sedie che scivolano fuori dai posti assegnati.

“Ormai siete qui e qui rimarrete fino alla fine. Altrimenti mai più”

Quel mai più ha il suono di un’ intimidazione, ma di cosa si tratti in realtà nessuno l’ ha però capito.

Ma funziona eccome, e tutti rimangono al loro posto.

Ormai al caffè son tutti inquieti. Chi ha mangiato e bevuto troppo, chi male, chi freddo, chi tardi, chi umiliazioni. Gli aneddoti e gli sfottò son finiti e non fanno più ridere. Le facce sono stinte.

Ma il giudizio è unanime.

La colpa è tutta di quel guastafeste figlio di puttana andato via prima, senza permesso.

“Ma veramente…”

Zitto tu, devi solo fotografare. Non pensare, non parlare.

Brexit.

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La legge del cortile.


Legge del cortile ill

 

Skatepark, ore 17.

Da poco è entrata in vigore la “Legge del cortile”, quella che, in ogni epoca, inesorabilmente separa i ranghi: i tipifighi dai bimbominkia.

Le cose sono andate più o meno in questo modo.

Una ragazzina di undici anni sfreccia da un lato all’ altro del parco sui suoi roller rosa. L’ unico modello economico per la sua età. Praticamente tutte le bambine hanno solo pattini rosa, tutti uguali, tutti della stessa marca. Sfreccia come se non ci fosse un domani, saltando ogni ostacolo osi mettersi tra lei e la sua ostinata brama di pista da bruciare.

Quando ecco un ragazzino, credo della stessa età, seguirla come un segugio. Con il monopattino sente il bisogno di emularla imitandone la leggiadria. Ma lei è molto più esperta, più veloce. Lui invece di sfrecciare, sembra affondare nel cemento fresco. Gli servirà certamente molta pratica perchè possa raggiungere la stessa padronanza nel mezzo e poter finalmente grondare audacia, come lei. Il come questo le riesca benissimo è anche, naturalmente, premio della perseveranza.

Ad un certo punto, come da manuale, ecco la prevedibilità dell’ orgoglio maschile ferito fare il suo ingresso in scena. Lui sbotta con un tono che pagherà caro, anche nel mondo degli undicenni:

“EH… Però con i pattini è più facile, sono attaccati ai piedi…UFF… Il mio monopattino no!”

Lei si ferma in cima ad una rampa, alla RAMPA, e gli risponde secca:

“Ma tu i pattini li hai mai provati?”.

Lui risponderà di no, aggiungendo un incauto e offeso

“ MACCCHECCC’ENTRA!”.

Eccolo il bimbominkia. La severa ma giusta bombardata finale arriva per separare quei ranghi citati di sopra, annunciata prima dalla risata fragorosa e punitiva della ragazzina:

“ Ma se i pattini non li hai mai provati come cazzo fai a parlare… sei un coglione”.

Tutto intorno un’ ultima risata della corte seppellirà l’ impreparato e involontario giullare.

Ecco, la “Legge del cortile” ti punisce subito, così impari che giustificarsi con facili pregiudizi su qualcosa che non si conosce e non si è mai provato può essere umiliante. Anche a 11 anni.

Molto.

Poi cresciuto adultominkia politicante, tocca sopportarlo sentenziare che

“ sono tutti populisti che prendono voti da leghisti e fascisti di Casa Pound, complottisti e sciechimicari, che nella vita fanno un cazzo e  lauree facili ”.

Lo urli ad ogni evento, solo per gongolare sotto gli applausi telematici frutto di facili pregiudizi e tanta frustrazione, in quell’ arena edificata sull’ arroganza delle radiografie superficiali chiamata Feisbukken.

Semplice e provocatorio, gridi al lupo cattivo ogni volta, così quando arriva quello vero, neanche lo riconosci e ti strappa l’ uccello a morsi.

Forse devi credere di appartenere ad un branco di paladini immaginario e numeroso, per sentirti al sicuro, tra le braccia accoglienti dell’ ideologia al potere?

Sputando sentenze a grappolo?

Forse ti senti defraudato del ruolo di buono e puro della politica e parlare con “stile senza contenuti”, dopo tanto tempo, non sembra più essere l’ arma vincente ed efficace di un volta.

Una specie di hikikomori ideologico e inconsapevole, incapace di fuggire dalle proprie gabbie mentali.

 

O semplicemente, sei e rimarrai quel bambino sul monopattino.

La cupola romana.


Ora cari elettori di Destra e Sinistra romani, come farete a sapere con certezza matematica chi in quell’ alcova di privilegi, appalti e fascismi vari sapeva, non sapeva o peggio ancora si voltava dall’ altra parte?

Ecco, vi rispondo io. NON POTETE!

Ma un suggerimento da prendere in considerazione ci arriva da un veterano e improbabile Rutelli: ” Fate entrare i Cinquestelle in Comune”. L’ ho letto questa mattina in edicola sulla prima pagina, ma non ricordo la testata. Guarda caso, in rete mi è impossibile trovarne traccia. Che strano…

l’ (ennesimo) upskirt di Scarlett Johansson…


e la notizia di lindsay lohan su playboy (che dopo famosissimi upskirt decide di passare al “livello” successivo) sono in cima alle classifiche di ricerca sul web. ecco come si fanno la “guerra” per le prime pagine attrici di “talento” americane. sarà sufficiente per battere le loro rivali nei provini  per contratti milionari in film dove magari sarebbero richieste altre capacità? saper recitare, per esempio?

vabbè, tanto perchè la lezione impartita da marilyn monroe e la sua tragica fine non sia d’ insegnamento a nessuno, come al solito.

che poi, non che la johansson non abbia già mostrato le sue doti “recitative” in film “cult” come “the perfect score”…che tutti ricordiamo naturalmente.

devo comunque ringraziarle entrambe per avermi ispirato un’ altra categoria per il mio blog intitolata “con la scusa che sia cinema” .

sabato sera ho poi visto il dibattito politico tra il Movimento5Stelle e la serracchiani sul la7. in questo caso, la suddetta, m’ ispira qualcosa del tipo “con la scusa che sia politica”, senza neppure bisogno dell’ upskirt. forse non hanno ancora capito la situazione: oggi è il pd a sottrarre sciaguratamente voti al M5S, non il contrario. ma si accorgeranno mai che la loro obsoleta nave è da tempo ormai arenata sugli scogli dell’ inettitudine politica? vabbè, contenta lei…