PAPIBULLDOZER 神風 (kamikaze)


papibulldozer 神風(kamikaze) . elaborazione fotografica. dimensione variabile.-  Autore: PAPIBULLDOZER, cioè me stesso

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leggermente fuori fuoco.


“non c’era più nessunissimo motivo per alzarsi la mattina”.

così inizia e finisce il romanzo-diaro di robert capa, l’ archetipo del fotoreporter di guerra contemporaneo.

perchè andare tra i proiettili fischianti armati solo di macchina fotografica? è voglia di comunicare o spavalderia per sentirsi protagonisti ad ogni costo?

capa spiega molto bene la molla che ti spinge, contro il buonsenso di startene dietro un muro, verso la polvere alzata dallo scoppio  delle granate. ci riesce sia con le parole, meglio ancora con le immagini. sei un soldato della cronaca, e come tutti i soldati ti senti invincibile, ma anche consapevole che forse non muorirai nel tuo letto. che a dirla tutta, è forse l’ unica cosa di cui capa aveva veramente paura. 

un racconto fotografico da leggere e guardare periodicamente, che non perde mai la sua contemporaneità:

http://www3.lastampa.it/fotografia/notizie-brevi/articolo/lstp/399003/

una tomba per le lucciole.


 

terrorismo
[ter-ro-rì-ʃmo]
s.m.
1- Metodo di lotta violenta, adottato da una fazione politica, da gruppi o movimenti di guerriglia, per abbattere un regime, un governo con atti di violenza destinati, oltre che a colpire gli avversari, a creare tensione e insicurezza tra la popolazione.

questo il significato oggettivo del termine.

soggettivamente, noi occidentali alla parola terrorista, immaginiamo subito un fanatico imbottito d’ esplosivo che deflagra in un mercato mediorientale. oppure a bordo d’ un aereo sequestrato con lo scopo d’ infilarlo in un grattacielo statunitense.

vi dico subito che il termine indica anche altro, e per questioni di censura scolastica molte azioni militari sono a tutti gli effetti atti di terrorismo peggiori( per numero di vittime) di quelli citati sopra.

ad esempio il bombardamento di dresda e le bombe atomiche sul giappone durante la seconda guerra mondiale sono stati atti terroristici, proprio perchè a farne le spese furono soprattutto civili inermi, che nulla potevano contro la decisione dei loro governi d’ entrare in conflitti che si sarebbero rivelati disastrosi.

se ipoteticamente inghilterra e u.s.a. avessero perso la guerra nel 1945, i loro generali sarebbero stati sicuramente fucilati per crimini contro l’ umanità. vinsero, quindi i “cattivi” furono solo gli altri.

la guerra ovviamente non ha buoni e cattivi, soprattutto dal punto di vista del popolo che subisce angherie e soprosi sia dal nemico che dal proprio governo, che obbliga i sudditi ad abbandonare la famiglia per andare a commettere omicidi per ragioni puramente economiche, spacciate come ragioni politiche, religiose se non addirittura morali.

il cartoon “una tomba per le lucciole” di svolge proprio in giappone durante i bombardamenti incendiari sulle proprie città, quando quest’ ultimo era ormai in ginocchio. a farne le spese sono due fratelli rimasti orfani, costretti ad affrontare le avversità causate soprattutto dall’ egoismo del prossimo in una situazione che invece avrebbe dovuto creare sinergia tra i sopravvissuti, ma invece…

anche se un film d’ animazione, mai visto niente di più struggente. “dolce remì” e “lovely sara” in confronto sono spensierati e gioiosi.

gantz!


visto che del mondo del di qua ora non voglio parlare (vomito solo a pensarci), ecco un’ interessante interpretazione nipponica dell’ aldilà.

interessante, ma per nulla ottimista.

tra resurrezioni e reincarnazioni, perchè non un limbo per affrontare quella paura d’ agire che tanto ci ha frenato in vita? un agire che diventa cooperazione per affrontare un obiettivo comune ( difficile imparalo in vita, figuriamoci al di là della stessa), sacrificio, ripetizione, perchè per imparare la lezione c’ è bisogno d’ esercizio. e poi? chi lo sa, magari un’ altra opportunità di vita.

guerra, amore, sesso, morte e rimorte.

la serie animata (di ventisei episodi) è tra le migliori che abbia mai visto.

TAXIDERMIA di György Pálfi


 

Impossibile relegare quest’ opera in un genere predefinito.

In realtà difficile definirlo semplicemente un film.  piuttosto appartiene a quel ramo dell’ arte contemporanea classificata come “videoarte”.

Non mi cimenterò assolutamente in un riassunto dell’ intreccio narrativo per non roviravi la sorpresa. sono obbligato invece ad avvisarvi che la visione è indubbiamente riservata ad un pubblico desideroso di provare imbarazzo, ribrezzo e traumi culturali continui. vi ho incuriosito?

Vi posso dire che il regista è ungherese, sono tre episodi collegati dal protagonista, la cui esistenza non è altro che l’ allegoria dell’ evoluzione del sua nazione durante il XX secolo. 

1- il desiderio di ribellione appena realizzata poi soppressa( le pulsioni sessuali del protagonista a rappresentare una rivoluzione socialista all’inizio del secolo appena instaurata ma poi soffocata con una monarchia di fatto assoluta )

2- desiderio di Potere attraverso la “fagocitazione” (gare di mangiate olimpiche a rappresentare la IIWW a fianco dei nazi-fascisti e poi dittatura comunista)

3- svuotamento dei principi morali a favore del materialismo più effimero e relativo desiderio d’ immortalità. ( tassidermia a rappresentare la svolta capitalista dopo il 1989) 

  Comunque la visione risulta spassosa anche senza la mia chiave di lettura molto personale.

per concludere, se vi annoiano le megaproduzioni americane piene d’ esposioni alla michael bay , i film sentimentali fintamente intellettualistici alla sofia coppola o  alla ferzan ozpetek ed avete invece un’ intesa viscerale con il cinema di gregg araki, Alejandro jodorowsky e nicolas winding refn … per voi è giunto il momento di darvi al cinema d’ ungheria di györgy pálfi

preparate un secchiello vicino al divano, siete avvisati!

Mantenere le distanze.


Se si tratta di distanze fisiche, non c’è problema. basta non frequentare gli stessi luoghi, le stessi persone, negarsi il saluto a vicenda. Problema risolto.
Se invece si parla di distanze oniriche, altra storia.
Si possono selezionare i sogni  all’ingresso?Forse sì, ma qualcuno dovrebbe insegnarlo, a scuola magari, invece di tante nozioni inutili solo per verificare la nostra velocità d’apprendimento!
Perchè i sogni a volte rendono il Passato molto Presente. Mi rendo conto sia una dimensione molto personale, ma questo è.
Oltretutto se dovessi negarmi i sogni e la capacità immaginativa, dovrei anche cambiare mestiere. L’ artista che non immagina è un pornoattore castrato.
Il sogno è il mio strumento di lavoro, non mi è possibile autocensurarmi…questo compito sono costretto a delegarlo ad altri, che come dimostrato, lo accettano senza troppe inibizioni.
Non farò più regali ad estranei, come tali non ne capirebbero il significato. Al massimo consiglierò un libro o un bel film.
Qualche tempo fa coniai un bel neologismo a me caro.”egocarburante“.cos’è?
Immaginate di trovarvi di fronte una persona,avete due alternative.O esaltarne le virtù o evidenziarne i difetti .In entrambi i casi direste la verità. Ma come potete immaginare, gli effetti sarebbero del tutto diversi. Noi al massimo potremmo essere fraintesi come ruffiani nel primo caso o disprezzanti sarcastici nel secondo.
Ma sono gli effetti sull’altra persona che sono importanti. Nel primo caso infonderemmo autostima, nel secondo le rovineremmo la giornata.
Nella prima ipotesi regali ” EGOCARBURANTE”.
Quello che ignoro è se per certe persone troppa autostima sia deleteria. Ed invece di fare un regalo le si allontani sempre più dall’ umanità.
Nel dubbio il silenzio può essere d’oro.Purtroppo.